Come molti avranno potuto notare, recentemente Whatsapp ha iniziato a mandare estensioni di abbonamento gratuite per una durata illimitata. Cosa si nasconde dietro?

Ovviamente, neanche a dirlo, una grande truffa. Le notizie degne di nota, in questo caso sono due.

La prima, la più evidente, è quasi scontata: nel caso in cui abbiate sottoscritto un abbonamento, come il sottoscritto ad esempio, anche per 5 anni, di recente, nessuno vi ridarà indietro i vostri soldi. Non ci saranno dunque differenze tra chi ha pagato per 5 anni e chi ha pagato per un anno, neanche nel caso in cui abbiate sottoscritto l’abbonamento pochi giorni fa. Soldi messi in cassaforte, dunque. Non si tratta di una bufala, e c’è chi, in rete, parla già di class action contro la compagnia di Zuckerberg, acquisita da Facebook non molto tempo fa.

Se avete appena sottoscritto un abbonamento, pagando, siete stati truffati:  il servizio diventa gratuito a vita e non riceverete alcun rimborso.

La seconda è ancora più subdola. Sul sito ufficiale c’è scritto: “Naturalmente, la gente si sta domandando adesso come faremo a mantenere gratuito il nostro servizio e se, per questo, stiamo introducendo pubblicità di terzi”. Mettendo subito le mani avanti, danno subito una risposta, chiarendo che no, non si riceveranno pubblicità. Ma naturalmente la verità è ben più complessa, dal momento che la pubblicità ci sarà, eccome.

Avete letto bene, dopo aver pagato il servizio, avrete anche un’applicazione che vi propinerà pubblicità. Ma non pubblicità ordinaria, tengono a precisare. Seppure non la chiamino col suo nome, la compagnia assicura che stanno espandendo il servizio per far si che si possa usufruire di Whatsapp per comunicare con compagnia con le quali noi desideriamo comunicare, “sia che si tratti di comunicare con la propria banca per verificare se un’operazione era fraudolenta, sia che si tratti di contattare una compagnia aerea per un eventuale ritardo, attraverso messaggi di testo e chiamate”. Insomma, un servizio per cui chiunque finora avesse deciso di pagare l’abbonamento non sentiva assolutamente la necessità.

Un servizio, conclude la compagnia, completamente opzionale, che consente a chi non ne sia interessato di continuare ad utilizzare l’applicazione senza pubblicità di terzi e spam.

Naturalmente, qui bisogna leggere tra le righe: giustificare il pagamento del servizio che non si ha intenzione di rimborsare con l’arrivo di un servizio che il 99% degli utenti non è interessato ad utilizzare, per cui i proprietari di Whatsapp non solo riceveranno introiti derivanti da queste pubblicità ma anche da tutti gli utenti che avevano pagato per avere un servizio e che continueranno a farne un uso assolutamente identico a quanto pubblicizzato per anni.

E’ ovvio che si tratta di pochi spicci per un utente che ha deciso di non rivolgersi alla concorrenza che offriva già un servizio gratuito, basta però moltiplicare l’importo versato per il numero di utenti non interessati al servizio ed ecco che l’ennesima truffa, questa volta targata Whatsapp, è servita: non cambierà il servizio che avete ricevuto sino ad ora e per il quale avete pagato ma chi arriverà dopo di voi (o chi ha scelto di abbonarsi per un periodo di tempo inferiore) avrà il vostro stesso servizio (a spese vostre che avete per primi creduto nel progetto), senza dover pagare un centesimo.

Che dire, ottimo lavoro!