Sul futuro dell’energia in Italia – Talking About… Off Topic!

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      god88
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      Ciao,

      visto che è tornato in auge il dibattito sull’opportunità di costruire nuove centrali nucleari in Italia, apro questo topic su suggerimento di Zonta, anche per alleggerire il topic sul terremoto in Giappone.

      La domanda è: come produrremo la corrente che alimenterà le nostre aziende e le nostre case nei prossimi anni? Quali sono i pro e quali i contro di ogni scelta?

      Visto che l’argomento è prono a flames e polemiche (insomma favorisce l’aumento del warn), mi permetto di suggerire alcune regole di condotta:

      • dove potete citate le fonti,
      • siete ovviamente liberi esprimere tutte le opinioni purché siano costruttive,
      • cercate di essere pacati, soprattutto nelle risposte,
      • motivate le vostre affermazioni

      Attualmente il fabbisogno dell’Italia è di 38.5 GW (fonte: Wikipedia (it)) prodotti per il 77% tramite la combustione di combustibili fossili (termoelettrico con gas naturale per la maggior parte, ma anche carbone, petrolio, biomasse) il 15% grazie all’acqua ed il restante 8% si divide in geotermico, eolico, solare e altre forme di energia.

      Sebbene l’Italia sia teoricamente autosufficiente, producendo 67 GW di potenza in media (2009), importiamo molta energia dall’estero (Francia e Svizzera essenzialmente).
      Perché? Perché di notte, ad esempio, le centrali idroelettriche che hanno due bacini, ri-pompano l’acqua nel bacino a monte per utilizzare la caduta per creare energia il giorno dopo. Inoltre tali centrali sono poco efficienti, facendo aumentare il costo di produzione talmente tanto da farlo risultare poco conveniente rispetto all’approvvigionamento dall’estero.

      Come fa ad essere così conveniente la corrente all’estero? Semplice: le centrali nucleari non possono modulare la potenza erogata e l’energia non può essere accumulata efficacemente, quindi comprare l’energia dalla Francia e dalla Svizzera di notte ha un costo inferiore alla stessa energia acquistata di giorno. Il costo è talmente basso che ci conviene rispetto a produrla in casa.
      Da notare che le compagnie elettriche che operano in Italia hanno interessi nelle compagnie elettriche francesi e svizzere.

      Riepilogando: produciamo un sacco di corrente da combustibile fossile, potenzialmente più di quanta ce ne servirebbe, ma questa energia ha un costo maggiore di quella offerta dall’estero, almeno di notte. Non parlo delle fonti rinnovabili perché nella composizione del kW che ci arriva a casa hanno un peso irrisorio.

      Questo ci rende uno dei maggiori importatori di combustibili fossili (gas in primis, ahimé dalla Libia) e rende la nostra bolletta della corrente e del gas decisamente cara, tra le più care d’Europa.

      Dopo questa breve, e sicuramente carente, introduzione, vengo agli scenari che ci si presentano:

      • migliorare l’efficienza delle centrali termoelettriche, si potrebbe agire sull’isolamento, sulle turbine e sulle dispersioni, ma è difficile/costoso
      • investire sulle microcentrali di zona, ma serve un piano di incentivazione serio per il fotovoltaico, per l’eolico e per il micro-idroelettrico dove possibile
      • scegliere fonti di energia che, assorbiti i costi di realizzazione, sia a basso costo, come il nucleare con tutti i rischi che avete ben presente
      • puntare sul solare termico, che però può essere realizzato con profitto solo dove c’è tanto sole (secondo alcui la fascia migliore parte dalla Sicila e finisce nel Sahara)

      Allo stato attuale le rinnovabili non sembrano consentire la produzione di energia nelle quantità necessarie e dipendono quasi tutte dalla presenza di sole (anche l’eolico), quindi di notte non sono utilizzabili: per questo vengono pianificate per assorbire i picchi di richiesta diurni.

      Il problema si sposta quindi: come realizzare la base, lo zoccolo duro di energia da usare sempre (24×7) e in qualsiasi situazione meteo? tenete presente che dobbiamo produrre riducendo al massimo le emissioni inquinanti, che per una centrale termoelettrica si misurano in termini di tonnellate di CO2 riversate nell’ambiente ogni anno.

      Attenzione: la discussione è prona a flames e polemiche, con conseguenti rischi di warn, ban e chiusura discussione. Cercate di essere costruttivi, anche nei pareri polemici. Per cortesia motivate. Scrivere “non voglio questo perché fa schifo” non aiuta il confronto.

      EDIT: messaggio recuperato dalla cache di goole e convertito in BBCode con http://www.seabreeze…om/html2bbcode/ il 3/4/2011 ore 18:28

      Messaggio modificato da K3ndAAr il 03 aprile 2011 – 17:28

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