Correva l’anno 1973 quando un ingegnere della Motorola, di nome Martin Cooper, usò uno strano telefono senza fili per chiamare un concorrente nel mercato della telefonia: si trattava della prima telefonata mai effettuata con un telefono cellulare. Quel telefono misurava 228,6 x 127 x 44,4 mm e pesava ben di 1,1 kg. Dieci anni più tardi l’azienda statunitense, fondata nel 1928 a Chicago, mise sul mercato il leggendario Motorola DynaTAC 8000X che, lanciato al prezzo di 4000 mila dollari dell’epoca, cambiò per sempre il mondo. Dopo anni di successi e di trionfi, con l’avvento del nuovo millennio, Motorola ha tuttavia trascorso non pochi momenti difficili. Nel giro di pochi anni, infatti, l’azienda di Chicago ha sfiorato più volte il fallimento prima di essere oggetto di due acquisizioni nel giro di poco tempo: la prima da parte di Google e la seconda da parte di Lenovo. Oggi, a distanza di quasi 10 anni, i momenti più tristi sembrano essere passati e la Motorola pare essere uscire dal tunnel in cui, per meriti principalmente propri, entrò all’inizio degli anni 2000.

 

I motivi della crisi

La Motorola è stata la prima azienda al mondo a produrre un telefono cellulare. Artefice principale di una rivoluzione a dir poco epocale, a metà anni 2000, grazie al celebre modello Motorola Razr, ancora oggi in vendita su Amazon, deteneva circa il 22% del mercato della telefonia mobile, rivestendo il ruolo di leader tra le società del settore. A metà degli anni 2000, tuttavia, l’azienda fu spiazzata dall’avvento sul mercato dei primi smartphone e, come ricordato da un articolo sul sito di Betway.com, non fu in grado di rispondere alle nuove esigenze dei propri clienti. Per motivi oscuri ai più, infatti, fino al 2010, la Motorola decise di non produrre alcun modello di smartphone, facendo si che il valore delle proprie azioni, in soli 3 anni, passasse da 73 a 12 dollari. Sull’orlo del fallimento, nel maggio del 2012 Motorola fu acquisita per 12 miliardi di dollari dal gruppo Google. Neanche questi ultimi, tuttavia, riuscirono a risollevare le sorti dell’azienda e, pochi anni più tardi, furono costretti a svendere il marchio al gruppo cinese Lenovo, per “l’irrisoria cifra” di 2 miliardi di dollari.

L’esperienza di Lenovo-Moto

Come detto, neanche Google riuscì a far ripartire le vendite dei Motorola e, nel gennaio 2014 fu costretta a cedere a Lenovo, azienda cinese specializzata nella produzione di diversi prodotti elettronici, il 95% di Motorola Mobility. In seguito all’acquisizione da parte del gruppo fu così creato il brand Lenovo Moto che, però, fece registrare pochissime vendite. Lenovo decise così di accantonare l’idea di un brand condiviso e tentò di rilanciare nuovamente il marchio Motorola che, come la Fenice, risorse nuovamente dalle proprie ceneri.

Il nuovo corso della Motorola

A partire dalla metà del 2017, dopo anni di molti bassi e di pochissimi alti, sono stati così finalmente immessi sul mercato degli smartphone marchiati Motorola. È inutile negare che i primi cellulari sono apparsi decisamente sperimentali e presentavano non poche problematiche. La nuova Motorola, tuttavia, non si è persa d’animo e, in sinergia con la proprietaria Lenovo, ha iniziato a sfornare degli ottimi prodotti che sembra stiano riuscendo a convincere anche i più scettici. Ad oggi, uno dei cellulari di punta della nuova Motorola è senza dubbio il Motorola Z3 Play, che ha ricevuto già giudizi favorevoli da gran parte degli addetti ai lavori grazie ai suoi 4 gb di RAM accompagnati da un display Full HD, da una fotocamera posteriore di 12 Mpixel ed una frontale da 8 Mpixel, nonché da una batteria da 3000mah. È notizia di questi giorni, inoltre, che la stessa Motorola abbia deciso di lanciare il suo ultimo modello entro la fine del 2018, al prezzo di 299 euro. Il nuovo Motorola One si basa su un processore Snapdragon 625, con 4 GB di ram e da 64 GB di memoria interna espandibile. Il display sarà da 5,9 pollici e sarà dotato di una doppia fotocamera posteriore da 13 + 2 Mpixel, mentre quella anteriore sarà da 8 Mpixel. Il vero punto di forza, tuttavia, sarà il sistema operativo Android One, una vera chicca per gli appassionati del genere.

Le ambizioni della nuova Motorola sono importanti ed il distacco da recuperare dai diretti competitor è immenso. Il marchio, tuttavia, già in passato ha dimostrato di essere duro a morire e pare che sotto la guida della Lenovo le cose stiano andando finalmente per il verso giusto.