Il problema della sicurezza dei propri dati, oggigiorno, è diventato più concreto che mai. La dimensione dei file aumenta, la nostra vita online ci sottopone a pericoli sempre maggiori. Virus come CryptoLocker possono rendere inaccessibili dati importanti e potremmo ritrovarci in un attimo senza i nostri video di famiglia, documenti importanti o la nostra collezione musicale. Acronis ci viene incontro con il nuovo True Image Cloud.

La redazione è stata gentilmente fornita, allo scopo di effettuare una recensione, di una copia omaggio di True Image Cloud, l’ultima incarnazione del celebre programma di backup di Acronis. Ringraziando la compagnia Esseci per la gentile offerta, vediamo insieme di comprendere più nel dettaglio cosa offre questa applicazione e se si dimostra o meno valida in ciò che pubblicizza.

Premessa

La versione concessa alla redazione è installabile su 5 PC e 15 dispositivi mobile, ed ha un costo di listino di 199,95€, attualmente acquistabile al prezzo scontato di 149,95€, con uno sconto complessivo di 50€. In alternativa alla versione Cloud, la versione “liscia” di True Image 2016 ha un costo più contenuto, da 49,95€ (installazione su un PC) a 74,95€ (fino ad un massimo di 5 PC, con uno sconto di 25€ sul prezzo di listino). La differenza, come suggerisce il nome, è facilmente intuibile: il primo conserverà una copia dei nostri dati sui server di Acronis, il secondo ci consentirà di effettuare una copia locale. I due prodotti sono pensati per avere target diversi, anche se le due versioni possono in teoria coesistere. La versione Cloud, in particolare, che è quella di cui ci occuperemo in questo articolo, è pensata per un’utenza professionale, come aziende o liberi professionisti che hanno la necessità di conservare quantità di dati elevate e che non possono correre il rischio di perdere il proprio lavoro a causa di un guasto o di un malfuzionamento improvviso. Ad ogni modo è consigliabile l’acquisto di una sola variante perchè, seppure entrambe le versioni possano coesistere sulla stessa macchina, la versione Cloud rende di fatto superflua la versione liscia, in quanto anch’essa consente di conservare una copia di backup locale oltre al salvataggio sul cloud.

Requisiti Minimi

Prima di addentrarci nella descrizione della nostra esperienza, parliamo della parte tecnica dell’applicazione. Come abbiamo evidenziato sopra, la nostra versione è installabile su un massimo di 5 PC, siano essi basati su Windows o su OS X, a seconda del sistema operativo da noi in uso. Per quel che riguarda Windows, la versione minima supportata dall’applicazione è XP con installato il Service Pack 3, e la compatibilità è garantita fino all’ultimo arrivato in casa Microsoft, Windows 10, sia a 32 che a 64 bit. Per i PC basati su Windows, True Image Cloud assicura una compatibilità con i file system più popolari, come FAT16/32, NTFS, Etx2/3/4, ReiserFS e Linux SWAP. Nel caso il file system da noi in uso non sia supportato o risulti danneggiato, l’applicazione potrà comunque effettuarne il backup con un approccio di copia settore per settore. Per quel che concerne i Mac, tutte le versioni di OS X, dalla 10.8 Mountain Lion sino all’ultima versione, 10.11 El Capitan, sono supportate, seppur con i dovuti cambiamenti nel supporto dei file system, la cui compatibilità si limita a Mac OS Extended format, FAT32, exFAT ed NTFS (in sola lettura). Di seguito la lista dei requisiti minimi completa in ogni suo dettaglio:

Requisiti di sistema per PC:

  • 1 GB di RAM
  • Processore Pentium 1 GHz o più rapido
  • 1,5 GB di spazio libero su disco

Sistemi operativi Windows supportati:

  • Windows 10
  • Windows 7 SP1/8 8.1, tutte le edizioni
  • Windows Home Server
  • Windows XP SP3 32-bit *

Sistemi operativi Mac supportati:

  • OS X 10.8.5+, 10.9.5+, 10.10.2+

Sistemi operativi Apple iOS supportati:

  • iOS: 8.x e successivi

Sistemi operativi Android supportati:

  • Android: 4.4.x e successivi *

*Supportati con limiti. Per ulteriori informazioni, consultare la Knowledge Base di Acronis.

Nella nostra prova, il programma è stato testato su un paio di PC montanti Windows 10 nella sua versione a 64 bit e su alcuni dispositivi Android.  E’ bene precisare che, nonostante l’applicazione mobile vanti lo stesso nome della versione desktop, naturalmente si tratta di due applicazioni sostanzialmente diverse. Entrambe hanno funzioni similari e si basano sulla stessa tecnologia Acronis AnyData Engine.

Acronis True Image Cloud – La prova di Tech Scene

Versione Desktop

Descrivere il funzionamento dell’applicazione in sè non è cosa semplice: da un lato, c’è l’ovvia garanzia del non doversi più preoccupare di perdere i propri dati: su questo fronte, riteniamo che non ci sia il benchè minimo dubbio. Acronis non sta dietro nessuno. Per dirla semplicemente, è come mettere i propri dati in cassaforte, sia i dati su PC che sul nostro dispositivo mobile vengono criptati con crittografia AES-256 e tenuti al sicuro da Acronis. Teniamo a precisarlo perchè la nostra prova non si basa sull’efficienza o meno del sistema di backup: diamo per scontato che sia ineccepibile.

Ciò su cui si è basata la nostra prova è sulla praticità d’uso dell’applicativo e sulla fruibilità che anche un programma all’apparenza complesso come questo più avere sull’utente medio, nonostante i test non siano stati effettuati da qualcuno alle prime armi. Oltre a questo, consideriamo alcuni aspetti che secondo il nostro parere andrebbero tenuti in conto prima di effettuare l’acquisto.

Per quel che concerne la facilità d’uso, l’applicazione desktop si è dimostrata abbastanza elementare pur nella sua profondità. Per prima cosa, è ovviamente necessario avere un account Acronis. Questo si rende indispensabile dal momento che i nostri dati saranno accessibili in qualsiasi momento (e da qualsiasi terminale) attraverso la nostra dashboard online. Da qui possiamo gestire i nostri backup, controllare ed avere accesso ai nostri dati e quant’altro.

Dopo l’installazione del programma, il cui peso si aggira intorno ai 400 MB, ci verranno richieste le nostre credenziali. Effettuato l’accesso, avremo a disposizione una pletora di funzioni a portata di click. In pochi passi, sarà infatti possibile creare una copia 1:1 del nostro intero PC sui server Acronis o su un disco apposito, scegliere se conservare uno o più dischi, partizioni o anche singoli file e cartelle. Insomma, da questo punto di vista, il programma funziona esattamente come potrebbe immaginare un utente qualsiasi: abbiamo il controllo totale dei backup, e dal momento che lo spazio online è illimitato, non avremo restrizioni di sorta.

E’ possibile inserire una password per restringere l’accesso ai nostri dati e la copia effettuata sul cloud verrà debitamente compressa. Una cosa di cui tenere conto è il supporto ai dischi UEFI. Nel nostro caso si è scelto di effettuare la copia totale del disco primario C, un SSD da 128GB su cui è stato installato Windows in modalità UEFI, oltre ad un disco meccanico secondario da 640 GB ed un disco esterno da 3 TB.

Il programma gira in background e nei nostri test, salvo rari casi, non ha impattato sulle prestazioni generali della nostra rete (questo naturalmente è modificabile nelle impostazioni, dalle quali è possibile selezionare, secondo le nostre preferenze, la priorità di backup, che di default è al minimo). Ogni backup verrà modificato aggiungendo e sottraendo informazioni “delta”, ovvero cambiando solo lo stretto necessario per rendere la copia identica all’originale con aggiornamenti del backup incrementali. Opzionalmente, è possibile conservare una vera e propria cronologia dei dati presenti sul disco. Ogni volta che il PC verrà spento, saranno necessari alcuni secondi in più per delle operazioni di backup, cosa che però non ha creato alcun reale disagio in termini di usabilità.

Oltre a ciò, è possibile clonare dischi, effettuare migrazioni anche su bare metal, pianificare le operazioni di backup, ripulire i nostri backup da copie obsolete e liberare spazio su PC con una scansione automatica dei file di grandi dimensioni o raramente utilizzati al fine di realizzarne una copia online per permetterne la cancellazione. Torneremo dopo su questa funzione.

Versione Mobile

La versione mobile presenta caratteristiche similari: consente la copia di contatti, foto, video, calendari e messaggi. Opzionalmente, per non gravare sulla batteria e sul piano dati, è possibile impostare la funzione di copia automaticamente solo se connessi ad una rete WiFi e/o solo quando il dispositivo è collegato al caricabatterie: due funzioni semplici ma dall’indubbia utilità. Come dicevamo prima, la versione mobile dell’applicazione è diversa da quella desktop, non c’è molto da dire. Consente backup manuali o pianificati e svolge egregiamente il proprio lavoro. Avremmo gradito l’integrazione con applicazioni di messaggeria istantanea come WhatsApp o Skype ma riteniamo che la funzione sarebbe risultata quasi certamente ridondante, per cui tutto sommato se ne può anche fare a meno.

Considerazioni finali

image003Acronis True Image Cloud è indubbiamente uno strumento potente. Consente di effettuare la copia ed il ripristino, anche selettivo, dei nostri dati in sicurezza sui datacenter Acronis. Svolge egregiamente il suo lavoro e se ciò che cercate è la sicurezza dei vostri dati a qualsiasi costo, non occorre guardare oltre. Il programma è anche ottimizzato per funzionare senza problemi sugli ultimi sistemi operativi disponibili sul mercato. Non perderete mai più un file e se il vostro PC dovesse morire da un momento all’altro, potrete riprendere il vostro lavoro da dove lo avete interrotto ripristinando tutti i dati su una macchina nuova.

Ci sono comunque alcuni appunti da fare. Il primo è, per noi, di fondamentale importanza. L’abbonamento ad Acronis True Image Cloud è effettuabile con cadenza annuale. Senza dubbio, il funzionamento dell’applicazione desktop, come anche della sua controparte mobile, non lascia adito a lamentele, sebbene si possa disquisire o meno del rapporto qualità/prezzo. Basti solo pensare, comunque, che garantire spazio illimitato a tutti i clienti prevede costi non di poco conto.

E’ bene però fare alcune precisazioni. Come abbiamo scritto prima, il programma consente la copia di file di grandi dimensioni su cloud dopo una scansione apposita. Sebbene questa possa sembrare una soluzione “finale” e senza compromessi per la sicurezza e l’archiviazione dei nostri dati, a nostro parere non è così: è bene sempre avere un piano “B” cui affidarsi per l’archiviazione dei dati. Cancellare dati di grosse dimensioni dopo il backup online è rischioso.

Non parliamo ovviamente della possibilità di perdere dati: quelli sono in una botte di ferro. Parliamo di casi in cui l’upload di file di grosse dimensioni (e la susseguente cancellazione in locale dei dati, magari effettuata più volte con conseguente aumento delle dimensioni del backup oltre la dimensione dei dischi in nostro possesso) possa portarci a situazioni di “lock-in” indesiderati. Se, ad esempio, doveste decidere di non rinnovare il vostro abbonamento, i vostri dati verrebbero resi disponibili per il ripristino entro un massimo di 30 giorni dalla scadenza dell’abbonamento, limite oltre il quale gli stessi verranno distrutti. Se non doveste trovarvi in possesso di mezzi di archiviazione alternativi, si corre il rischio di perdere montagne di dati inestimabili, il che ci pone di fronte ad un bivio per trovare una soluzione: comprare un disco di storage apposito (cosa che comunque avremmo evitato di fare precedentemente, visto che abbiamo utilizzato i nostri soldi per pagare l’abbonamento al fine di conservare i dati sui datacenter nel cloud di Acronis) o rinnovare. Non ci sono alternative nel mezzo, purtroppo. Chiunque decida di affidarsi ad un servizio di backup online, non solo di questo servizio specifico, ha da tenere in conto il rischio di lock-in.

Il secondo “problema” non è imputabile in alcun modo ad Acronis, ma è comunque qualcosa di cui tenere conto. Nel nostro caso, abbiamo testato la funzione di backup di qualcosa come 4 TB di dati, tutti egualmente importanti. Anche se la funzione di backup risulta del 50% più veloce rispetto alla versione 2015, stando a quanto pubblicizzato, ci siamo comunque trovati di fronte al caricamento di una quantità spropositata di dati a fronte di una connessione flat decisamente non all’altezza: la larghezza di banda in upload è di appena 478 Kbps. Uno scenario comune sull’80% del territorio italiano (ad essere ottimisti).

Anche se riteniamo che non tutti debbano conservare 4 TB di dati, le possibilità che chi sia interessato a questo servizio abbia una mole importante di dati di cui effettuare una copia è sostanziale.

Naturalmente, effettuare l’upload di 4 TB di dati con una velocità di upload del genere è impensabile per qualsiasi persona sana di mente, ragion per cui il nostro test si è dovuto limitare a “pochi” GB, circa 370.

In quasi una settimana sono stati caricati, a fronte di un utilizzo non proprio moderato del PC, circa 7 GB di dati. Il caricamento degli altri dati avrebbe richiesto, stando all’applicazione, circa altri 4 giorni: un dato inverosimile.

Se, dunque, per concludere, avete la necessità di conservare i vostri dati in un luogo sicuro, è possibile fare ciò spendendo un minimo di 84,95€ (per un PC e 3 dispositivi mobile) con cadenza annuale (salvo modifiche di prezzo future). Ci sentiamo di consigliarlo? Decisamente si, a patto che abbiate una connessione ad internet la cui banda in upload non vi faccia da collo di bottiglia.