Torniamo ad occuparci di Vodafone, l’operatore telefonico che ha recentemente dimostrato di essere particolarmente incline all’uso pratiche a dir poco truffaldine.

Questa volta c’è da fare un passo indietro a qualche settimana fa, quando la società ha annunciato, a sorpresa, che i numeri 404 e 414 per il controllo dei costi (da sempre gratuiti) avrebbero cambiato modo di operare. Perchè? E’ presto detto!

Il numero 404, che consentiva di ricevere un SMS con su scritto il proprio credito disponibile, è stato rimosso. Il 414, nel frattempo, è diventato a pagamento. Non importa quanto costi, è il fatto che sia a pagamento dopo che per una vita è stato un servizio gratuito che lascia perplessi. Il web si è indignato, giudicando questa mossa come un nuovo record di bassezza raggiunta dagli operatori di telefonia. Ma hey! C’è un’alternativa, e ce la suggerisce proprio Vodafone sul suo sito. L’app MyVodafone.

Vodafone

Vodafone “viene incontro” agli utenti che non sanno come conoscere il proprio credito disponibile. Quanta premura!

Tralasciamo volontariamente il fatto che gran parte dei clienti Vodafone non possiede uno smartphone col quale verificare il proprio credito gratuitamente attraverso l’app MyVodafone. Il problema che sorge qui è di natura diversa, più contorta e, siamo sicuri, volontariamente ingannevole. Per capire cosa sta accadendo dobbiamo prendere in analisi i recenti sviluppi delle tecnologie per la navigazione online. Come avrete notato, di recente la connessione mobile di Vodafone (come di tutti gli altri operatori) ha raggiunto velocità sorprendenti. Abbiamo visto l’arrivo del cosiddetto 4G (che in realtà andrebbe chiamato col suo vero nome, ovvero LTE) ed addirittura del 4G+ (LTE Advanced). Velocità impensabili fino a qualche tempo fa. Ma cosa c’entra tutto questo con Vodafone? In che modo può un operatore che offre questa velocità trarne un vantaggio economico? Ve lo spiega Tech Scene.

VofadoneSpeedTest

La velocità della connessione Vodafone aumenta giorno dopo giorno.

Come saprete, Vodafone, come gli altri operatori, ha iniziato a sposare di recente abbonamenti per la navigazione mobile a costo “mensile” (28 giorni) o settimanale. Ogniqualvolta l’utente, per sbadataggine, superi la soglia accordata con l’operatore, la connessione diventa automaticamente a consumo. Esistono particolari condizioni che bloccano automaticamente la connessione al raggiungimento della soglia o la abbassano alla velocità di 64kbps, ma per molte offerte più vecchie ciò non è possibile. Parlando con un operatore, questo vi risponderà che l’unica alternativa sarebbe controllare l’app MyVodafone onde evitare di superare la soglia (che di per sè è già un concetto errato, perchè costringe l’utenza a non usufruire appieno dei dati disponibili per la promo sottoscritta).

Adesso giungiamo al punto. Finchè rimaniamo entro la soglia concordata, difficilmente incorreremo in qualche problema. Ma cosa succede che guardiamo un video su YouTube, magari in alta definizione, all’approssimarsi della soglia? Niente, direte voi, basterà controllare sull’app MyVodafone quanto ci rimane e fermarci un attimo prima (o continuare attivando un GB extra al costo di 5 euro).

Sarebbe tutto fantastico, se non fosse che l’app MyVodafone, volutamente, non viene aggiornata in tempo reale. Possiamo guardare un video e nel frattempo sforare la soglia, seppur di poco. O almeno questo è quel che dicono gli operatori Vodafone. L’unico problema è che anche un solo minuto di ritardo nell’aggiornamento dei contatori può risultare in un GB di dati scaricati oltre la soglia, e, se la nostra connessione è particolarmente veloce, anche di più. Tutti dati che verranno conteggiati come “a consumo” e quindi tariffati di conseguenza. Ogni volta che superiamo la soglia con uno dei piani vecchi (che, per inciso, risultano ancora i più convenienti in molti casi), sappiamo di andare incontro ad una tariffazione con scatti da 100KB tariffati a 0,06 cent di euro. E solitamente i ritardi nell’aggiornamento dell’app possono arrivare ad essere diversi minuti, a seconda del caso. Un solo minuto di ritardo più costare oltre 3 euro, siamo sicuri che non si tratti di un caso.

Di pari passo, anche il conteggio del credito non viene aggiornato in tempo reale, per cui può capitare (e capita più spesso di quanto pensiate) che la sera un utente superi la soglia, solo per rendersi conto, la mattina dopo, di aver sprecato 2-3 euro a causa di questo sistema pensato ad hoc. Il tutto in barba ad una legge europea, che creò scalpore quando venne promulgata, che obbligava tassativamente gli operatori telefonici a mostrare chiaramente il proprio credito disponibile (una volta era possibile verificarlo direttamente dal telefono, anche se poi il conteggio tenuto da Vodafone – Omnitel all’epoca – poteva risultare diverso e presentare discrepanze, quasi sempre a favore dell’operatore), motivo per cui nacquero i servizi 404 e 414 in primo luogo.

La stessa cosa succede quando si riattiva una promo che era stata disattivata in precedenza (magari per insufficienza di credito). Dopo l’arrivo dell’SMS di conferma, la riattivazione della promo internet non è immediata come si potrebbe intendere.

Ci chiediamo quanto tempo passerà prima che Vodafone si ravveda dall’uso di queste pratiche scorrette e si preoccupi di venire davvero incontro alle esigenze del cliente, evitando sotterfugi al fine di rosicchiare pochi spicci qua e là (che, tuttavia, nel complesso, assicurano introiti notevoli all’operatore). E’ molto probabile che l’utenza ignorerà del tutto la situazione, non indignandosi di un fatto che rappresenta un pericoloso precedente a scapito sempre e solo del cliente.